Cause e fattori di rischio
Con il passare degli anni anche i dischi intervertebrali, i cuscinetti che separano una vertebra dall’altra e che funziono da ammortizzatori, invecchiano e si disidratano diventando meno elastici.
Come conseguenza si verifica un aumento dello stress meccanico cui sono sottoposte le vertebre che possono produrre degli osteofiti, mentre anche i legamenti circostanti diventano meno flessibili.
Fra le cause di questi processi vi sono sicuramente l’invecchiamento: studi hanno per esempio documentato come dei segni radiologici di artrosi cervicale siano presenti nel 13% degli uomini fra i 30 e i 40 anni e nel 100% dei 70enni, mentre le corrispondenti percentuali nella donna sono del 5% a 40 anni e del 96% a 70.
Accanto all’età e al sesso altre condizioni vengono chiamate in causa quali fattori in grado di aumentare il rischio: si tratta dei traumi ripetuti, in genere di natura professionale, e della presenza di condizioni che possono favorire una instabilità del tratto cervicale. Anche i pregressi traumi al collo, magari verificatisi molti anni prima, possono predisporre all’artrosi cervicale. È stata inoltre descritta una predisposizione familiare, mentre anche il fumo è stato indicato fra i possibili fattori di rischio.
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