Terapia medica - Terapia fisica

a cura di Redazione Hilterapia®,dott. Franco Marchetti

Il trattamento prevede di mettere il gomito a riposo, di applicare ghiaccio e di assumere farmaci antinfiammatori associati a terapie fisiche fra cui è particolarmente utile la laserterapia.

È anche importante correggere eventuali errori compiuti nel muovere il braccio, sia migliorando la tecnica nel caso dei tennisti, sia trovando soluzioni ergonomiche che consentano di muoversi senza provocare un peggioramento dei sintomi.

In alcuni casi, quando il dolore non regredisce, è possibile che il medico proponga l’esecuzione di infiltrazioni di cortisone che, riducendo l’infiammazione, possono contribuire ad attenuare i sintomi. Tuttavia, anche se questo trattamento sembra offrire un vantaggio immediato, nel lungo termine è preferibile il ricorso alla fisioterapia. Fra le tecniche proposte vi sono gli ultrasuoni, la chinesiterapia, le manipolazioni, l’agopuntura, la ionoforesi e la laserterapia.

Sono anche utili il massaggio traverso profondo e la rieducazione funzionale con stretching e potenziamento degli estensori del polso.

La recente possibilità di ricorrere a un nuovo laser a Nd-YAG pulsato ad alta intensità (Hilterapia) sembra offrire un vantaggio anche ai pazienti con epicondilite resistente alle terapie, come osservato in uno studio condotto in soggetti con epicondilite di durata superiore alle 6 settimane e reduci da altre terapie. Già dopo le prime 5 sedute si osservava una sensibile diminuzione del dolore che si è ulteriormente ridotto al termine dell’intero ciclo di dieci sedute.

È anche importante ricordare che la ripresa troppo precoce di un’attività intensa prima di una completa guarigione può portare a una riesacerbazione del disturbo.



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