Terapia medica - Terapia fisica
I principali obiettivi della terapia sono la diminuzione del dolore, l’attenuazione delle contratture muscolari e il recupero della funzione.
Per alleviare il dolore il medico potrà prescrivere farmaci antinfiammatori/antidolorifici, suggerire l’applicazione di ghiaccio per circa un quarto d’ora ogni due ore ed eventualmente inviare dall’ortopedico per effettuare delle infiltrazioni di cortisone; tuttavia nel trattamento di questo disturbo sono sicuramente importanti i trattamenti fisioterapici.
Questi comprendono la fisioterapia che ha l’obiettivo di rinforzare la muscolatura, di aumentare la flessibilità della cuffia dei rotatori e di “bilanciare” meglio la forza che i muscoli esercitano a livello della spalla. Alcune settimane di fisioterapia possono essere molto utili, anche se talvolta è necessario proseguire la terapia per alcuni mesi; è comunque opportuno che gli esercizi vengano proseguiti nel tempo anche dopo aver terminato la fisioterapia.
Meno efficaci e comunque meno duraturi nel tempo sembrano essere invece terapie come gli ultrasuoni.
Diverso è il discorso relativo alla laserterapia e alle onde d’urto. Queste ultime trovano indicazione nei casi di periartrite calcifica, mentre la loro utilità è più controversa nelle forme in cui non vi sia deposizione di calcio. In genere vengono eseguiti cicli di tre sedute a distanza di una settimana l’una dall’altra.
Particolarmente indicata nel trattamento della periartrite è la laserterapia ad alta energia mediante laser neodimio:YAG pulsato (Hilterapia). Quest’ultima, che a differenza delle onde d’urto è assolutamente indolore, è caratterizzata da uno spiccato effetto analgesico e antinfiammatorio. L’azione sul dolore è praticamente immediata e inizia a manifestarsi già con la prima applicazione. Può essere sufficiente un ciclo di una decina di sedute, che hanno fra l’altro il vantaggio di essere estremamente rapide (5-10 minuti), per controllare la sintomatologia.
La spiccata efficacia sul dolore e la maggiore rapidità e durata di effetto della Hilterapia trova conferma nei risultati preliminari di uno studio attualmente in corso di confronto con le onde d’urto e la fisiochinesiterapia. Onde d’urto e Hilterapia sono risultate superiori alla fisioterapia in termini di efficacia, con un maggior effetto della Hilterapia sul dolore. Viene anche proposto un protocollo che combina onde d’urto, Hilterapia e rieducazione funzionale.
Le onde d’urto focalizzate trovano indicazione nella sofferenza del tendine del sovraspinoso in presenza di lesioni intratendinee o di depositi calcifici, mentre la Hilterapia è indicata in particolare nella tendionopatia del sottoscapolare in assenza di calcificazioni e nella tenosinovite del capo lungo del bicipite.
Ovviamente, in funzione della severità della lesione e in caso di mancata risposta alle terapie, può essere proposto un approccio chirurgico.[ Indietro ]


