Terapia medica - Terapia fisica
Il trattamento dipende dalla severità della lesione e dal muscolo interessato.
In ogni caso è importante metterlo immediatamente a riposo evitando le attività che provocano dolore.
Altrettanto importante è l’immediata applicazione di ghiaccio sulla parte lesa. L’applicazione dovrebbe durare 15-20 minuti ed essere ripetuta ogni 2-3 ore per alcuni giorni dopo il trauma.
La compressione e l’elevazione della parte lesa sono gli altri due presidi del PRICE (protezione, riposo, Ice – ghiaccio, compressione, elevazione), l’approccio cui ricorrere sempre nei traumi sportivi.
L’uso di un farmaco antinfiammatorio, eventualmente associato a un decontratturante, è utile per attenuare il dolore.
Nel caso di lesioni di primo grado, se la lesione valutata all’ecografia è lieve, è possibile iniziare precocemente la fisioterapia con laserterapia o ultrasuoni. Nell’arco di 3 o 4 settimane è in genere possibile riprendere l’attività sportiva.
Se la lesione è di secondo grado è opportuno un periodo di riposo assoluto di alcuni giorni (2-7) che consente la formazione di tessuto riparativo.
Utile l’uso di antinfiammatori e decontratturanti e la terapia fisica che può prevedere ionoforesi, ultrasuoni e laserterapia (Hilterapia) oltre alla cauta esecuzione di esercizi di stretching che può iniziare dopo la prima settimana di riposo. Gli esercizi, che ovviamente non devono provocare dolore, sono utili per migliorare la distribuzione del tessuto di riparazione e per ridurre l’entità delle cicatrici.
Il tempo di recupero supera in genere il mese con la possibilità di riprendere l’attività sportiva dopo almeno 4-6 settimane.
Nel caso di lesioni di terzo grado, oltre al ricorso immediato al PRICE, si deve procedere a un’immobilizzazione dell’arto colpito con l’applicazione di una doccia gessata, mentre, in caso di lesioni estese è anche indicato il trattamento chirurgico con cui si provvede a ricucire il muscolo.
Trascorsa una fase di riposo si può procedere a un trattamento analogo a quello che si fa nel caso delle lesioni di secondo grado. Nelle lesioni di terzo grado la ripresa è comunque problematica poiché, anche dopo un trattamento adeguato, vi è comunque un elevato rischio di recidive.
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