Terapia medica - Terapia fisica

a cura di Redazione Hilterapia®,dott. Franco Marchetti

Il trattamento risolutivo è chirurgico; tuttavia nelle forme iniziali è possibile ricorrere ad alcune terapia in grado di migliorare i sintomi.

Può essere utile l’uso di un tutore che consenta di tenere fermo il polso, la sua applicazione per esempio durante il sonno può aiutare ad attenuare i sintomi. Se la sindrome è legata alla presenza di un’infiammazione possono essere utili i farmaci antinfiammatori, il cui uso è invece pressoché superfluo in assenza di processi flogistici.

Talvolta si ricorre a infiltrazioni di cortisone che, contribuendo a ridurre l’edema locale, consente di attenuare i sintomi. 

Queste misure possono essere d’aiuto quando il disturbo sia di modesta entità. Nelle forme più importanti la chirurgia rappresenta la soluzione di scelta. L’intervento consiste nel tagliare il legamento che chiude il canale del carpo. In questo modo si aumenta lo spazio a disposizione del nervo e ciò comporta la scomparsa dei sintomi.

Un aiuto può venire anche dai trattamenti fisioterapici in particolare nelle forme di grado lieve e moderato. È stato proposto il ricorso agli ultrasuoni, alla iontoforesi e alla laserterapia.

Studi recenti confermano come la laserterapia sia in grado di migliorare non solo il quadro clinico, ma anche la trasmissione nervosa misurata con l’elettromiografia. In particolare, il trattamento con laser a Nd-YAG pulsato ad alta intensità (Hilterapia) offre nuove possibilità come indicano i risultati di uno studio condotto in pazienti con forma di grado lieve o medio che confermano la buona efficacia di questa tecnica.

Accanto al miglioramento del quadro clinico con un’attenuazione del dolore, un miglioramento della sensibilità e un aumento della forza delle mani e delle dita, lo studio ha infatti potuto documentare un miglioramento dei segni di infiammazione, confermati dai risultati dell’ecografia e dell’elettromiografia. Dallo studio emerge anche come l’efficacia della terapia si mantenga nel tempo e come si possa addirittura assistere in alcuni casi a un ulteriore miglioramento clinico dopo 3 mesi dalla terapia.



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